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F.A.Q. (1)

 

 

  1. CALO DI RENDIMENTO

  2. CONTROLLI CLINICI PERIODICI

  3. CISTI DI BAKER

  4. IL DOPING

  5. PROSTATITE E OMEOPATIA

  6. MIOGLOBINURIA

  7. INSONNIA DA ALLENAMENTO

  8. LA MUSCOLATURA UMANA

  9. INTEGRATORI: AMINOACIDI RAMIFICATI

  10. CICLISMO, SPINNING E ERNIA DEL DISCO

  11. MASSIMA FREQUENZA CARDIACA TEORICA

  12. PROBLEMI AL "SOTTOSELLA"

  13. SCIATALGIA

  14. SCOLIOSI E POTENZIAMENTO MUSCOLARE

  15. ATTIVITA' SPORTIVA NEL BAMBINO

  16. ANCORA SU AMINOACIDI E PROTEINE

  17. IL DOLORE "AL FEGATO"

  18. VITA SEDENTARIA E ATTIVITA' SPORTIVA

  19. ALLENAMENTO E MASSA MUSCOLARE

  20. L'ALTEZZA può AUMENTARE?

  21. IL CLENBUTEROLO

  22. TERMOREGOLAZIONE

  23. "DISCOPATIA" E "SCHISI DELL'ARCO POSTERIORE"

  24. FREE CLIMBING E DITA

  25. PUBALGIA

  26. ANEMIA MEDITERRANEA

  27. DISMETRIA ARTI E PLANTARI

  28. DISTORSIONE CAVIGLIA E LESIONE LEGAMENTI

  29. SOFFIO CARDIACO E PALPITAZIONI

  30. SPORT E CICLO MESTRUALE

  31. SINDROME DI WOLF PARKINSON WHITE (WPW)

  32. LESIONI MUSCOLARI RIPETUTE

  33. INFIAMMAZIONE DELLA "ZAMPA D'OCA"

  34. TRIATHLON E ALIMENTAZIONE

  35. SCHISI, LOMBALGIA E SPORT

  36. L'ORA "GIUSTA" PER LO SPORT

  37. OMEOPATIA E MALATTIE INVERNALI NEL BAMBINO

 

F.A.Q. 1
F.A.Q. 2

 

DOMANDA 1 - CALO DI RENDIMENTO

Quali sono le analisi ematiche che dovrei effettuare per un controllo completo delle mie condizioni fisiche, visto che ultimamente ho notato un calo di rendimento con sensazione di affaticamento e dolori muscolari.

RISPOSTA:

Innanzi tutto sarebbe opportuno conoscere la sua età, il suo sesso, l'attività sportiva prevalente che sta praticando, il suo stato di allenamento ed una descrizione più dettagliata dei sintomi da lei esposti (es.: in seguito a che cosa avverte il calo di rendimento; di che tipo sono i dolori muscolari, come si risolvono, quali distretti interessano...).

In ogni caso, per avere un quadro generale del suo stato di salute le consiglio, dopo almeno 48 ore di riposo, i seguenti esami: emocromo completo con formula, sideremia, ferritina, transferrina, VES, azotemia, glicemia, uricemia, creatininemia, elettroliti, transaminasi, gamma GT, bilirubina T/F, protidogamma T/F, esame completo delle urine.

Se ne ha la possibilità sarebbe interessante anche la determinazione della lattacidemia, della xantinemia e dell'equilibrio acido-basico a riposo e dopo test standardizzati di lavoro.

 

DOMANDA 2 - CONTROLLI CLINICI PERIODICI

Gentile Dottore, sono un amante di molti sport; ne pratico alcuni tutto l'anno (almeno per 11 mesi) tra i quali: basket, step, ginnastica aerobica, corpo libero e body building. Vorrei sapere, visto che sono anche un donatore di sangue e midollo osseo presso un associazione, quali esami di controllo dovrei fare e con che periodicità. La ringrazio, Francesco.

RISPOSTA:

Se lei è un donatore non occasionale di sangue e di midollo, penso sia già molto bene seguito nelle strutture dove va a praticare tali donazioni. Considerando le attività sportive svolte (che mi sembrano, però, troppe!), ai normali esami ematici di routine aggiungerei: una Radiografia del torace, un esame spirografico (completo di volumi e flussi respiratori) ed un elettrocardiogramma a riposo e durante prova da sforzo (con il monitoraggio contemporaneo anche della pressione arteriosa); tutto questo una volta ogni 12 mesi. Una tantum, le consiglio anche di effettuare un Eco-Doppler cardiaco per escludere qualsiasi anomalia anatomica.

 

DOMANDA 3 - CISTI DI BAKER

Dopo un intervento di ricostruzione del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro, ho fatto una ecografia e mi è stata riscontrata una cisti di Baker. Vorrei cortesemente sapere, dato che in diverse visite effettuate mi è stato ripetutamente detto di lasciarla stare, in quanto anche asportandola c'è la possibilità che ricresca, se dovrò vivere con questa per tutta la vita, visto che, oltretutto, mi impedisce la completa flessione del ginocchio. Attendo urgentemente una risposta in quanto sono un calciatore e vorrei sfruttare il periodo estivo per mettermi apposto. Un grazie anticipato.

RISPOSTA:

La cisti di Baker può avere varie origini e tra queste anche quella traumatica. La terapia consiste nella somministrazione di antinfiammatori (FANS) utilizzando per la loro veicolazione la ionoforesi (eseguita correttamente nei modi e nei tempi: va ricordato che molte sostanze farmacologiche impiegano diversi minuti per essere ionizzate, pertanto la terapia non dovrebbe durare meno di 30 minuti!!!) e la mesoterapia. Se queste due tecniche falliscono, allora si interviene chirurgicamente. Effettivamente le possibilità che essa si riformi dopo la sua corretta asportazione, anche se limitate,  esistono. Consulti comunque anche il suo medico di famiglia per escludere qualsiasi possibilità che l'origine sia dovuta ad una patologia osteo-articolare (ad es. l'artrite reumatoide) senza altri segni e sintomi.

 

DOMANDA 4 - IL DOPING

Vorrei fossero approfonditi argomenti di attualità quali il Doping.

RISPOSTA:

Visita periodicamente il portale SPORT & MEDICINA: nelle sezioni specifiche troverai quello che ti interessa. Intanto, per avere informazioni sul problema Doping nello sport puoi collegarti a questo sito:

http://www.sportpro.it/doping/index.htm

 

DOMANDA 5 - PROSTATITE E OMEOPATIA

Da circa un anno soffro di prostatiti ricorrenti nonostante gli esami di laboratorio non abbiano evidenziato niente di particolare. La medicina omeopatica è utile per affrontare il problema e nel caso di risposta affermativa, a quale medico - associazione posso fare riferimento?

RISPOSTA:

Le Prostatiti e le sicuramente più impegnative Prostatodinie sono bene affrontabili con le possibilità offerte dall'omeopatia classica ed ancora meglio con le metodiche terapeutiche omeopato - omotossicologiche. Per individuare lo specialista più vicino alla tua zona e da te più facilmente raggiungibile ti consiglio di telefonare al seguente numero verde: CENTRO SALUTE 800 - 385014 e chiedere a chi risponde tutte le informazioni che ti sono necessarie.

 

DOMANDA 6 - MIOGLOBINURIA

Sono interessato a libri ed in generale ogni materiale riguardante la "mioglobinuria" ossia la rottura dei muscoli con fuoriuscita della mioglobina che si verifica in alcuni soggetti.

RISPOSTA:

La MIOGLOBINA è un pigmento trasportatore d'ossigeno nel muscolo; è una proteina coniugata simile ad una singola subunità di emoglobina, essendo formata da una globina e da un gruppo eme, contenente un atomo di ferro; ha la funzione di trasportare l'ossigeno rilasciato dagli eritrociti ai mitocondri delle cellule muscolari, dove si produce l'energia necessaria alla contrazione, dalla combustione del glucosio ad anidride carbonica e acqua.

La MIOGLOBINURIA è la presenza di mioglobina nelle urine. Le cause di questa situazione possono essere:

1- mioglobinuria traumatica ("Sindrome di Bywaters" o "crush syndrome"): conseguente ad un trauma muscolare grave, con schiacciamento di parti molli delle membra, senza fratture. Può comparire uno stato di shock ed una mioglobinuria, poi oliguria, anuria e insufficienza renale per lesioni degenerative dei reni (tubuli renali);

2- mioglobinuria per deficit dell'enzima muscolare fosforilasi;

3- mioglobinuria da sforzo (rara): osservata dopo esercizio fisico intenso e prolungato, in soggetti particolarmente sensibili.

Nell'atleta si riscontrano più comunemente:

1- emoglobinuria da sforzo: rara forma di emoglobinuria osservata dopo sforzi prolungati;

2- ematuria (spesso associata a proteinuria) da sforzo: riscontrabile nelle urine dell'atleta in prossimità di sforzi fisici intensi (allenamenti e/o gare). Prima di effettuare analisi cliniche è, infatti, buona norma osservare un riposo atletico di 48 ore.

 

DOMANDA 7 - INSONNIA DA ALLENAMENTO

Sono uno sportivo dilettante e soffro praticamente da sempre di un fastidioso disturbo del sonno. Dopo un qualunque allenamento appena più impegnativo del solito (corsa, nuoto, bicicletta, palestra ecc.) mi sveglio dopo 3 o 4 ore di sonno incapace a riaddormentarmi a causa di una forma di eccitazione psichica che non so spiegare e che mi tiene sveglio per il resto della notte con pesanti conseguenze nelle attività del giorno successivo. Preciso che non avverto sintomi dolorosi o di altro genere, ma solo l'incapacità di riaddormentarmi. Mi alleno con metodo almeno 3 volte a settimana e le mie prestazioni non sono mai eccessive (es.: 5 Km di corsa, 40 Km di bicicletta, 1.5 Km di nuoto), ma devo sempre trattenermi negli incrementi di lavoro a causa del rischio di incorrere nel disturbo suddetto. Sapreste dirmi di quale disturbo si tratta, qual'è la sua causa ed un eventuale rimedio per ridurre il disagio? P.S. ho già riferito questa sintomatologia ad altri "esperti" ed ho scoperto che è un fenomeno tutt'altro che infrequente, ma non ho ancora ricevuto spiegazioni convincenti.

RISPOSTA:

I disturbi del sonno dopo eventi impegnativi dal punto di vista fisico e psichico sono dovuti alla fatica muscolare con accumulo di cataboliti che impiegano un certo tempo per essere completamente smaltiti, e ad uno stato di eretismo psichico che si protrae oltre il dovuto. Prova ad effettuare dopo l'attività un periodo di defaticamento attivo, rilassamento e stretching; la sera, poi, prima di dormire prendi una tisana o un blando ansiolitico, per diminuire la tensione. Per avere informazioni più precise su sostanze di tipo naturale che possano migliorare o risolvere la situazione, rivolgiti all'omeopata (leomaria.pasinato@alice.it), dandogli altre informazioni utili ad inquadrare meglio il "tuo" caso: per quante notti ti svegli dopo lo sforzo, i risvegli sono collegati all'intensità e/o all'importanza dell'evento scatenante, come si manifesta la tua "eccitazione psichica" (non pensi a nulla, fai considerazioni sul fenomeno...).

 

DOMANDA 8 - LA MUSCOLATURA UMANA

Le chiedo se cortesemente può indicarmi dove documentarmi sulla muscolatura umana.

RISPOSTA:

Cosa vuole sapere sulla muscolatura umana: l'anatomia, la fisiologia, la patologia... e a che livello di conoscenza? Nell'attesa di una sua domanda più circostanziata le consiglio, comunque, questo ottimo testo: MECCANICA DELL'APPARATO MOTORIO E NEURO-MUSCOLARE APPLICATA ALLA PREPARAZIONE ATLETICA (legga la recensione nella "BIBLIOTECA DELLO SPORT"), autori S. Fucci, M. Benigni, V. Fornasari; editore EMSI Roma.

 

DOMANDA 9 - INTEGRATORI: AMINOACIDI RAMIFICATI

Ho 26 anni e pratico attività sportiva quattro volte alla settimana. Vorrei informazioni sull'uso di integratori: aminoacidi ramificati.

RISPOSTA:

L'argomento appare di particolare attualità per la vasta e differenziata offerta di prodotti attualmente in commercio e per il rapido e considerevole aumento di interesse del mondo dello sport verso questa categoria di prodotti legato all'ipotizzata possibilità di indurre un miglioramento della prestazione sportiva. Non sempre i dati ottenuti dai vari ricercatori sono in accordo tra loro, anche perché molti lavori pubblicati non reggono il vaglio di una seria verifica della metodologia utilizzata e dei risultati ottenuti.

Gli AMINOACIDI a CATENA RAMIFICATA (BCAA) (leucina, isoleucina e valina) sono da tempo noti per il loro particolare destino metabolico che li differenzia dagli altri aminoacidi essenziali; essi (e la leucina in particolare) sono dei regolatori del metabolismo delle proteine, ruolo attuato tramite uno stimolo della sintesi proteica ed un contenimento dei fenomeni di proteolisi. Con la dieta vengono abitualmente assunti nutrienti il cui contenuto in aminoacidi è di circa 80-100 grammi giornalieri, insufficienti a sopperire i bisogni dell'organismo che, giornalmente, metabolizza circa 250-300 grammi di proteine; per soddisfare tale fabbisogno agli aminoacidi della dieta si affiancano quelli risultanti dalla lisi proteica. La lisi proteica è un meccanismo finalizzato a fornire aminoacidi quantitativamente e qualitativamente necessari e sufficienti a sostenere una corretta proteosintesi.

Al termine di esercizi intensi e prolungati l'aminoacidogramma è caratterizzato da marcata diminuzione di leucina, isoleucina e valina; tale diminuzione, con alterazione del rapporto BCAA/Aminoacidi aromatici, causa una incrementata produzione di SEROTONINA, responsabile in buona misura dell'insorgenza della fatica centrale durante l'esercizio intenso.

In condizioni fisiologiche la sintesi di SEROTONINA dipende dalla concentrazione cerebrale del suo precursore: il TRIPTOFANO. Il meccanismo di trasporto attraverso la barriera ematoencefalica del TRIPTOFANO libero viene ostacolato proprio dalla presenza di BCAA. Pertanto se è vero che assumere aminoacidi ramificati nella pratica sportiva può migliorare l'efficienza fisica per una diminuita proteolisi, è anche vero che, in presenza di assunzioni di BCAA a dosi eccessivamente elevate (e potenzialmente pericolose per la salute) l'effetto più importante è la diminuzione di SEROTONINA e quindi la diminuzione indiretta della sensazione di FATICA.

Gli aminoacidi ramificati, come tutti gli integratori dietetici, possono essere talvolta utili presidi terapeutici, che però esigono un uso dettato esclusivamente da reali esigenze terapeutiche, sostenute da opportune conoscenze e verifiche scientifiche. Solo un corretto programma di allenamento, sorretto da una attenta e costante valutazione clinica e funzionale dell'atleta può produrre gli adattamenti fisiologici in grado di esaltare e far esprimere completamente le potenzialità genetiche degli atleti. Per cui va scoraggiato il ricorso a prodotti alimentari farmacologici con l'intento di migliorare la prestazione atletica, in quanto è assai improbabile che esistano realmente e se esistessero, il loro uso sarebbe eticamente scorretto e quindi illecito, anche se non fossero compresi nell'elenco delle sostanze dopanti.

PER AVERE ULTERIORI INFORMAZIONI SULL'ARGOMENTO si consiglia il seguente testo:

  • AMINOACIDI ED ESERCIZIO

autore Roberto Bernardi - EDI-ERMES Editore

 

DOMANDA 10 - CICLISMO, SPINNING E ERNIA DEL DISCO

Deve essere sconsigliata la disciplina dello "Spinning" a chi ha sofferto di Ernia Discale? Lo Spinning può essere sostituito con il Ciclismo oppure anch'esso è da sconsigliare a chi, purtroppo, è incappato in questo tipo di problema?

RISPOSTA:

Fermo restando che chi ha sofferto o soffre di patologie a carico della colonna vertebrale deve sempre mantenere in condizioni ottimali tale struttura, curandone la mobilità, sviluppando in maniera ottimale il tono-trofismo della sua muscolatura e, se necessario, migliorando la propria postura, è necessario fare alcune considerazioni su Ciclismo, Spinning e Colonna vertebrale.

Il CICLISMO determina l'assunzione di una posizione (postura) caratterizzata da:

1) riduzione, fino ad inversione, della lordosi lombare;

2) aumento della lordosi cervicale.

Tali adattamenti sono tanto più evidenti e marcati quanto maggiore è la ricerca di una posizione favorevole ai fini aerodinamici. Spesso, inoltre, dato che l'atleta si trova ad essere vincolato al mezzo meccanico in maniera assolutamente simmetrica (manubrio, sella, pedivelle), la presenza di

rotazioni della colonna vertebrale per, ad esempio, scoliosi, o di asimmetrie corporee, determina una perdita della simmetria nella dinamica soprattutto degli arti inferiori e del bacino e può causare un sovraccarico funzionale su alcuni distretti anatomici dell'atleta.

Lo SPINNING si differenzia dal ciclismo per i seguenti motivi:

1) l'intensità dello sforzo è mediamente maggiore, dato che nel ciclismo si privilegia la durata dell'allenamento rispetto alla sua intensità;

2) l'attività coinvolge in maniera più marcata la muscolatura del tronco e degli arti superiori;

3) l'atleta non è costretto a mantenere così a lungo ed in modo rigido la posizione durante l'allenamento;

4) le curve della colonna nel piano sagittale non sono così sollecitate.

Tutto ciò può determinare in termini clinici una risposta assai diversa rispetto al ciclismo.

Tali elementi vanno tenuti in considerazione e valutati di volta in volta nel caso in cui coesista nell'atleta una patologia a carico dell'apparato locomotore, mettendo in atto le azioni preventive o terapeutiche necessarie di volta in volta.

Pertanto, una controindicazione assoluta alla pratica di questi sport per chi è affetto da patologie della colonna vertebrale non appare logica, ma la situazione dell'atleta deve essere valutata dallo specialista di volta in volta.

 

DOMANDA 11 - MASSIMA FREQUENZA CARDIACA TEORICA

Come si calcola la massima frequenza cardiaca teorica?

RISPOSTA:

La formula che si utilizza per calcolare la FC Max Teorica è la seguente:

220 - età dell'atleta (in anni)

Es.: Soggetto di anni 20: FC Max Teorica = 220 - 20 = 200 bpm

 

DOMANDA 12 - PROBLEMI AL "SOTTOSELLA"

Sono un cicloamatore e come molti colleghi ho dei problemi al sottosella (piccoli calli senza liquido all'interno). Da cosa dipende il disturbo, come prevenirlo e curarlo?

RISPOSTA:

La comparsa di lesioni cutanee e/o callosità al sottosella è tipica del ciclismo e le cause sono gli attriti generati dall'attività stessa; spesso tale situazione può essere aggravata da posture errate, che possono causare ulteriori sovraccarichi sulla zona in questione.

La prevenzione consiste nell'utilizzare indumenti con imbottiture protettive e selle che riducano al massimo gli attriti e nell'utilizzare localmente sostanze che riducano l'effetto degli attriti stessi (ad esempio: vaselina).

La terapia si basa sull'uso di dermotrofici (fitostimuline, connettivina), applicati localmente, e nella riduzione dell'attività sportiva specifica fino alla guarigione.

 

DOMANDA 13 - SCIATALGIA

Soffro di sciatalgia dovuta ad ernia del disco. Esistono rimedi omeopatici potenzialmente efficaci per tale patologia?

RISPOSTA (Risponde l'omeopata):

Intanto, se è presente la sintomatologia dolorosa, l'ernia crea ancora dei problemi di compressione sulle radici nervose. Pertanto cercherei di curarla con un lavoro di ginnastica posturale e di rinforzo specifico della muscolatura, e magari con delle sedute di manipolazioni vertebrali.

Per quanto riguarda un intervento medico omeopatico, esso è possibile se l'ernia si presenta stabilizzata e non in fase evolutiva. La patologia locale può essere affrontata con il seguente protocollo terapeutico:

DISCUS INTERVERTEBRALIS SUIS INJEEL fiale

Iniettare lungo le apofisi spinose del tratto della colonna interessato e nei tratti immediatamente inferiori e superiori formando dei ponfi intradermici. La durata del trattamento è solitamente di 4 settimane e di 15 sedute.

L'intervento proposto non è, però, sufficiente in quanto bisogna poi intervenire sulle eventuali note artrosiche se presenti, sulla malacia del tessuto connettivo in genere e, soprattutto, a livello costituzionale per evitare che altre patologie similari e con trofismo fribro-osteo-cartilagineo possano creare danni.

Tutto questo non può prescindere e necessita di un accurato colloquio e visita del medico.

 

DOMANDA 14 - SCOLIOSI E POTENZIAMENTO MUSCOLARE

Ho 32 anni e sono affetto da scoliosi dorso lombare e scapole alate; vorrei iniziare a svolgere un'attività di potenziamento muscolare con i pesi e con le macchine. Ci sono controindicazioni? Che consigli può darmi ?

RISPOSTA:

Alla sua età la scoliosi è ormai stabilizzata; il problema è evitare e/o limitare le patologie di tipo artrosico che la scoliosi stessa può favorire. E' importante a tal proposito mantenere elastica e mobile la colonna stessa effettuando esercizi di elasticizzazione e mobilità.

Tale tipo di ginnastica (stretching e ginnastica posturale) dovrebbe essere effettuata sotto il controllo di un fisioterapista per non commettere errori che potrebbero essere dannosi per la colonna stessa.

Comunque il potenziamento con i pesi, se ben eseguito, migliora sicuramente la funzionalità delle strutture osteoarticolari: è importante lavorare con gradualità e costanza, senza esagerare con i sovraccarichi e soprattutto ricordando che una ipertrofia muscolare può ridurre la mobilità delle articolazioni.

A mio parere è pertanto fondamentale eseguire sia gli esercizi di stretching e postura che il potenziamento con i sovraccarichi.

Per finire, cerchi di evitare gli esercizi potenzialmente dannosi per la colonna (ad es. squat e 1/2 squat con bilanciere libero) ed utilizzi invece le macchine da palestra studiate per permettere un lavoro il più possibile fisiologico e privo di rischi.

 

DOMANDA 15 - ATTIVITA' SPORTIVA NEL BAMBINO

Se possibile desidererei essere informato in tema di attività sportiva ed allenamento dei bambini (8-15 anni).

RISPOSTA:
Quando si parla di soggetti molto giovani si deve definire bene cosa si intende per "attività sportiva".

Ad eccezione di alcuni sport molto particolari (la ginnastica artistica ad es.) in cui alcune delle qualità più importanti possono essere sviluppate solo nella prima infanzia, i soggetti così giovani dovrebbero svolgere una attività fisica varia e completa, così suddivisa:

1- un lavoro di tipo organico (attività prevalentemente aerobica per lo sviluppo cardiovascolare e respiratorio): ad esempio nuoto, corsa, ciclismo, canottaggio;
2- un lavoro specifico per intervenire su problemi particolari [ad esempio patologie della colonna (scoliosi, atteggiamenti scoliotici, ipercifosi, iperlordosi), del ginocchio (ginocchio valgo o varo)  o del piede (piede piatto o cavo)]: ad esempio ginnastica posturale;
3- l'attività sportiva vera e proprio (calcio, tennis, pallavolo, scherma ecc.), che, visto il ridotto tempo di allenamento, servirà, inizialmente, quasi esclusivamente per far divertire il bambino.
Con lo sviluppo fisico del soggetto e dopo aver definito lo sport più adatto (o quello che il soggetto stesso preferisce) si passerà ad un allenamento sempre più specifico.

 

DOMANDA 16 - ANCORA SU AMINOACIDI E PROTEINE

Praticando il Body-Building 3 volte alla settimana, assumo aminoacidi ramificati dopo gli allenamenti e proteine e aminoacidi essenziali durante tutta la settimana. Vorrei sapere se vi sono rischi e se devo fare dei controlli medici periodici.

RISPOSTA:

Informazioni sugli integratori possono essere trovate negli articoli del Sito.

Devo, però, ancora una volta sottolineare che ogni integratore dovrebbe essere assunto solo se realmente necessario e quindi in rapporto alla propria situazione fisica, al carico di allenamento, al momento specifico. L'assunzione dovrebbe essere fatta sempre sotto controllo medico, ricordando che dosaggi sbagliati e/o eccessivi sono potenzialmente dannosi (l'eccesso di proteine ed aminoacidi allunga i tempi di recupero, sovraccaricando i sistemi renale ed epatico) e hanno effetti indiretti sulla produzione di altre sostanze dell'organismo (ad esempio sul testosterone, sul GH ecc.).

Lo scopo dell'attività fisica è quello di migliorare il proprio stato di salute e non quello di rischiare dei danni per la stessa: la cultura dell'assunzione di sostanze che favorirebbero la prestazione fisica deve essere combattuta perché non è altro che l'anticamera del Doping!

 

DOMANDA 17 - IL DOLORE "AL FEGATO"

Spesso durante gli allenamenti o durante la gara mi viene un dolore molto forte al fegato (o dintorni) provo a schiacciare forte, ma non mi passa: cosa vuol dire?

RISPOSTA:
Il dolore nella zona del fegato può dipendere anche solo da una carenza di allenamento o da un errore nell'intensità dello stesso. Escluse queste motivazioni, vanno prese in considerazione le abitudini alimentari (qualità, quantità e orario del pasto rispetto all'allenamento o alla gara): è buona norma mangiare almeno 3 ore prima dell'attività, cibi facilmente assimilabili (prevalentemente carboidrati come pasta, riso, pane ecc.).
Se anche l'alimentazione è corretta, un altra possibile ipotesi può essere la presenza di una alterazione della colecisti (calcoli, deficit della funzionalità); per verificare ciò è consigliabile effettuare delle analisi cliniche ed una ecografia epatica.
Ricorda comunque che è sempre corretto effettuare dei controlli medici periodici con uno specialista in medicina dello sport, che, oltre a verificare le condizioni di salute, può valutare direttamente (e, soprattutto, visitandoti) eventuali problemi presenti.

 

DOMANDA 18 - VITA SEDENTARIA E ATTIVITA' SPORTIVA

Ho praticato sport nell'adolescenza e successivamente ho avuto un lungo periodo di vita sedentaria; da circa due anni ho ripreso con un certo impegno l'attività fisica, praticando ciclismo su strada.

Da alcuni mesi soffro di una patologia infiammatoria dell'inserzione del bicipite femorale della gamba sinistra, situazione che non mi provoca grande dolore, ma fastidio che, naturalmente, peggiora con l'attività fisica. A "caldo" i sintomi sembrano sparire, per poi ripresentarsi il giorno seguente.

Ultimamente ho scoperto una lieve differenza di lunghezza tra i due arti inferiori, di circa 8-10 mm (gamba sinistra più corta), circostanza che secondo alcuni può essere ritenuta responsabile della patologia.

Nonostante i vari tentativi di adeguare le misure della bici a questa situazione ed anche lunghi periodi di riposo, il problema persiste. Cosa posso fare?

RISPOSTA:

La ripresa dell'attività fisica in maniera non sufficientemente graduale potrebbe aver causato, su una struttura non più allenata, l'insorgenza della patologia infiammatoria.

Il CICLISMO, infatti, determina l'assunzione di una posizione (postura) caratterizzata da:
1) riduzione, fino ad inversione, della lordosi lombare;
2) aumento della lordosi cervicale.
Tali adattamenti (tanto più evidenti e marcati quanto maggiore è la ricerca di una posizione favorevole ai fini aerodinamici) spesso, dato che l'atleta si trova ad essere vincolato al mezzo meccanico in maniera assolutamente simmetrica (manubrio, sella, pedivelle), possono, per la presenza di rotazioni della colonna vertebrale (scoliosi) o di asimmetrie corporee, determinare una perdita della simmetria nella dinamica soprattutto degli arti inferiori e del bacino e causare un sovraccarico funzionale su alcuni distretti anatomici dell'atleta: quest'ultima mi sembra proprio la sua situazione!

Per approfondire l'esame del suo problema e cercare di risolverlo, quelli di seguito sono (in step successivi) gli esami da effettuare:

1-Rx colonna in toto sotto carico e con griglia di misurazione

2-Esame baropodometrico computerizzato per valutare l'appoggio del piede

3-Eventuale correzione dell'appoggio con plantare e/o modifica attacco scarpa/pedivella

4-Analisi biomeccanica per valutazione della postura ed eventuale intervento sull'assetto in bici.

In questo modo i motivi che hanno causato il sovraccarico dovrebbero essere evidenziati.

Dopo aver eliminato le cause, occorrerà comunque prevenire i sovraccarichi seguendo i consigli riportati di seguito:

-Effettuare stretching prima e dopo l'attività (che deve essere comunque molto cauta in questa fase);

-Effettuare un buon riscaldamento muscolare prima di salire in sella;

-Applicare ghiaccio alla fine dell'attività.

 

DOMANDA 19 - ALLENAMENTO E MASSA MUSCOLARE

Vado ormai da un anno frequentemente in palestra, prendendo anche integratori vitamine ecc., ma senza risultati: la mia massa muscolare è sempre uguale o quasi. Come posso fare per aumentarla velocemente?

RISPOSTA:

Intanto diciamo subito che non tutti riescono ad aumentare la massa muscolare come vorrebbero, perché la loro struttura fisica non risponde agli stimoli del lavoro specifico.

Per rendere ottimale l'allenamento, è necessario dosare bene l'impegno: quante volte a settimana, quante ore a seduta, quante serie e ripetizioni dei vari esercizi e quali esercizi fare. Bisognerebbe poi controllare l'alimentazione. Poi valutare la forza periodicamente ... ecc.

è consigliabile, pertanto, rivolgersi ad uno specialista in Medicina dello Sport che possa intervenire dal punto di vista clinico e poi ad un buon allenatore che possa preparare un programma di lavoro idoneo SENZA AGGIUNTA DI INTEGRATORI, SE NON PRESCRITTI DAL MEDICO.

 

DOMANDA 20 - L'ALTEZZA PUò AUMENTARE?

La mia altezza è di 170 cm e diciamo che mi sento un po' basso...!!!; è ipotizzabile un allungamento di qualche cm?

RISPOSTA:

La statura, purtroppo, in un soggetto sano è in massima parte geneticamente predeterminata. In giovane età, in caso di reale iposviluppo strutturale, si può intervenire con farmaci (che comunque a mio parere devono essere usati solo se c'è una reale situazione di patologia dell'accrescimento).

Dopo i 18-20 anni nell'uomo (16-18 anni nella donna) l'altezza finale non può più essere modificata; esistono delle tecniche operatorie di tipo ortopedico (utilizzate per il nanismo) con le quali si può aumentare la lunghezza delle ossa dell'arto inferiore, ma che, oltre alla complessità dell'intervento, lasciano una elevata debolezza strutturale nell'arto stesso.

 

DOMANDA 21 - IL CLENBUTEROLO

Gradirei conoscere gli effetti provocati dal CLENBUTEROLO quando assunto prima di una prestazione sportiva.

RISPOSTA:

Intanto va detto subito che il CLENBUTEROLO è una sostanza DOPING e quindi ne è vietato l'uso nell'attività sportiva.

Tale sostanza, utilizzata nella patologia dell'asma, ha effetto broncodilatatore, ma, per la sua particolare molecola, anche effetti stimolanti e anabolizzanti.

A livello cardiovascolare causa tachicardia ed alterazioni elettrocardiografiche (allungamento dell'intervallo QT ed appiattimento dell'onda T).

A livello endocrino-metabolico causa aumento delle CATECOLAMINE (noradrenalina e adrenalina), iperglicemia, alterazioni della pressione arteriosa, diminuzione della fosfatemia e della magnesiemia (con rischio di gravi aritmie cardiache).

A livello metabolico le CATECOLAMINE aumentano la produzione di glucosio, facilitano la glicogenolisi e la gluconeogenesi sia a livello epatico che muscolare, facilitano la lipolisi a livello epatico, muscolare e adiposo, inibiscono la glicogenosintesi a tutti i livelli.

Tale sostanza DEVE ESSERE UTILIZZATA SOLO IN CASO DI PATOLOGIA E SOTTO DIRETTO CONTROLLO DEL MEDICO e durante l'uso l'atleta NON può né ALLENARSI né GAREGGIARE.

 

DOMANDA 22 - TERMOREGOLAZIONE

Soffro molto il caldo durante l'attività sportiva. Cosa posso fare?

RISPOSTA:

Tale situazione dipende dalle condizioni climatiche, effettivamente peggiorate negli ultimi anni.

Ricordo alcune regole semplici per non rischiare di incorrere in patologie da caldo (colpo di calore) durante l'attività sportiva:

  • indossare indumenti idonei (da bandire giubbini e/o buste di plastica, capaci solo di bloccare l'evaporazione del sudore e quindi la termoregolazione)

  • reintegrare i liquidi ed i sali in maniera adeguata, bevendo sistematicamente durante lo sforzo e non solo quando si ha sete

  • evitare l'attività sportiva quando le condizioni di temperatura e umidità siano a rischio (temperatura elevata ed alta percentuale di umidità)

  • alimentarsi correttamente dopo lo sforzo fisico

DOMANDA 23 - "DISCOPATIA" E "SCHISI DELL'ARCO POSTERIORE"

Soffro di mal di schiena e mi è stato detto che ho una "discopatia" e una "schisi" dell'arco posteriore. Cosa vuol dire? Cosa devo fare?

RISPOSTA:

Per "discopatia" si intende una diminuzione dello spazio presente tra due vertebre (e quindi "schiacciamento" del disco intervertebrale, struttura elastica che serve ad ammortizzare il carico sulla colonna vertebrale); la "schisi" dell'arco posteriore è invece una anomalia congenita delle vertebre (di solito a livello lombo-sacrale). Tali alterazioni, associate spesso ad una artrosi iniziale, possono causare "lombalgia", soprattutto in presenza di deficit della muscolatura della colonna e di condizioni di sovraccarico funzionale (attività lavorativa, guida prolungata dell'auto ecc.).

Per diminuire gli effetti negativi è consigliabile effettuare, in un primo tempo, ginnastica posturale con un buon fisioterapista, poi ginnastica a corpo libero, con particolare attenzione alla elasticizzazione e mobilizzazione della colonna vertebrale (stretching) ed alla tonificazione dei muscoli della colonna stessa (addominali, lombo sacrali ecc.).

La terapia anti-infiammatoria spesso è necessaria per poter effettuare la ginnastica senza dolore; ovviamente,  potendo causare disturbi gastrici, deve essere usata con cautela e sotto controllo medico.

Anche l'agopuntura, la mesoterapia, l'osteopatia e la chiropratica sono mezzi terapeutici validissimi, ma se non si elimina la causa (che è quasi sempre la debolezza della struttura e la postura errata) la sintomatologia dolorosa ritorna.

 

DOMANDA 24 - FREE CLIMBING E DITA

Vorrei sapere quali vantaggi e/o controindicazioni si possono avere dalla fasciatura delle dita con cerotto, che diversi free-climber praticano e se vi siano delle particolari prescrizioni nelle modalità di esecuzione della stessa.

RISPOSTA:

La fasciatura delle dita serve per proteggere le articolazioni delle stesse da traumi; è importante peraltro rinforzare adeguatamente la struttura muscolare delle stesse per renderle più resistenti (utilizzare grip, plastilina, palline da tennis, tutto ciò che possa creare una resistenza da vincere, sui quali applicare forza con movimenti di flesso-estensione delle dita stesse).

Le controindicazioni potrebbero consistere nel fatto che qualunque tipo di fasciatura protettiva, se non associata ad adeguati esercizi di potenziamento, può indebolire la struttura stessa; è importante pertanto (in tutti i distretti eventualmente fasciati: ginocchio, caviglia, mano, dita ecc.) effettuare sempre un adeguato programma di tonificazione muscolare.

Le modalità di fasciatura (taping) sono diverse, ma tutte tendenti a creare un rinforzo artificiale che riproduca le strutture anatomiche presenti, nel caso delle dita, ad esempio, i legamenti collaterali che stabilizzano le falangi.

Maggiori indicazioni si possono trovare sulle pubblicazioni specifiche che trattano del "taping" (anche quello recensito nella pagina "LA BIBLIOTECA DELLO SPORT" è molto valido).

 

DOMANDA 25 - PUBALGIA

Soffro di "pubalgia", riscontratami dal massaggiatore della squadra di calcio in cui gioco. Che cosa è? Da cosa è causata? Come si cura?

RISPOSTA:

Intanto chiariamo subito che una diagnosi deve essere fatta esclusivamente dal medico dopo una visita e non dal massaggiatore o chiunque altro!

La pubalgia (o sindrome retto-adduttoria) è una infiammazione dei tendini dei muscoli adduttori dell'arto inferiore e/o dei muscoli retti dell'addome. E' causata spesso da carichi eccessivi su queste strutture (carichi che possono essere causati da errori di allenamento, da debolezza muscolare, dal terreno di gioco troppo duro o troppo elastico, da un appoggio del piede non corretto, da alterazioni della colonna vertebrale e del bacino, da rigidità muscolo-tendinea).

Una visita specialistica deve stabilire le cause per poterle eliminare: se ciò non avviene, la eventuale terapia avrà effetti solo temporanei.

Le terapie più utilizzate sono: fisioterapia, anti-infiammatori, ipertermia, onde d'urto, ginnastica posturale, chiropratica e/o osteopatia, valutazione dinamica e correzione dell'appoggio del piede, stretching, crioterapia.

 

DOMANDA 26 - ANEMIA MEDITERRANEA

Ho 35 anni e ho sempre praticato attività fisica a livello amatoriale: corsa, calcetto, scialpinismo. Sono portatore sano di Anemia Mediterranea (talassemia eterozigote) e vorrei sapere se questa malattia ha delle conseguenze sulle prestazioni fisiche ed eventualmente cosa si può fare per migliorare la situazione.
Il dubbio mi nasce sapendo che i miei globuli rossi sono più piccoli del normale e perciò con meno emoglobina, anche se l'emoglobina media è nella norma dato che il numero di globuli rossi è alto.

Ci saranno ripercussioni sul trasporto dell'ossigeno ai muscoli specialmente sotto sforzo? Come verificarlo?
RISPOSTA:

La talassemia eterozigote non causa alcuna limitazione sulla prestazione sportiva. Il portatore sano deve essere semplicemente in stato di buona salute e ben allenato per non avere alcun tipo di problema. Tale situazione deve essere invece tenuta in considerazione in caso di accoppiamento: si deve ricordare che da due portatori sani può nascere un soggetto malato.

 

DOMANDA 27 - DISMETRIA ARTI E PLANTARI

In seguito ad una frattura riportata a 11 aa. di età, i miei arti presentano una dismetria; questa situazione mi causa ripetute patologie da sovraccarico, con limitazione della funzionalità. Ho fatto fare plantari di ogni genere, ma ogni specialista mi riferisce un parere diverso sullo spessore del plantare, sul materiale, sul fatto che debba essere portato o meno durante lo sport (io vado in bicicletta). Mi può dare dei chiarimenti in merito?

RISPOSTA:

Il plantare (o ortesi plantare) deve essere personalizzato e costruito solo dopo un'accurata analisi della postura del soggetto ed una baropodometria elettronica che evidenzi le alterzioni dell'appoggio. Il plantare deve poi essere indossato SEMPRE e IN TUTTE LE CALZATURE. Ovviamente il plantare sportivo sarà "dedicato" alla calzatura sportiva specifica.

Nel suo caso può essere analizzato anche l'assetto del corpo in bicicletta; tale assetto può essere poi ottimizzato variando le misure della bicicletta stessa. Altre informazioni possono essere trovate nel Sito alle pagine: "Per saperne di più..." ("L'analisi biomeccanica..."; "Il Piede, fisiologia")

 

DOMANDA 28 - DISTORSIONE CAVIGLIA E LESIONE LEGAMENTI

Ho 16 anni e pratico la pallavolo; in seguito ad un trauma distorsivo mi è stata diagnosticata la rottura del legamento peroneo-astragalico anteriore. Cosa devo fare per tornare a giocare al più presto? Devo operarmi, come mi ha consigliato il chirurgo?

RISPOSTA:

Vista l'età ed il danno anatomico modesto (il legamento lesionato è, tra quelli del compartimento esterno della caviglia, il meno importante dal punto di vista funzionale e non è, in caso di lesione isolata, causa di instabilità) a mio parere è indicato un buon trattamento rieducativo, proteggendo l'articolazione durante l'attività sportiva con un bendaggio o un tutore. Ovviamente il lavoro di riabilitazione (mobilità articolare, rinforzo muscolare, ginnastica propriocettiva su tappeto elastico, tavolette instabili ecc.) deve essere svolto con la caviglia libera: solo il lavoro tecnico e le eventuali gare devono essere effettuati, per un breve periodo di tempo, con il tutore o la fasciatura.

Intervenire chirurgicamente è comunque un trauma sulla struttura anatomica e i tempi di recupero sono lunghi, variabili da soggetto a soggetto, e comunque prevedono lo stesso lavoro di riabilitazione funzionale.

E' ovvio che se fosse presente una instabilità grave della caviglia, l'intervento sarebbe d'obbligo per risolvere l'instabilità stessa.

Un consiglio: gli esercizi di riabilitazione devono essere, a guarigione ottenuta, ripetuti periodicamente come prevenzione di eventuali altri traumi.

 

DOMANDA 29 - SOFFIO CARDIACO E PALPITAZIONI

Ho 47 anni e da qualche giorno avverto delle "palpitazioni"; alla visita medica mi è stato riscontrato un soffio cardiaco: come devo comportarmi? Il soffio può essere comparso a causa dell'attività sportiva?

RISPOSTA:

Le "palpitazioni" possono avere cause diverse (stress, ansia, infezioni virali, alterazioni della tiroide, alterazioni cardiache, ernia iatale ecc.). Se si presentano senza motivazioni, vanno esaminate attentamente le condizioni cardiache e generali per escludere patologie importanti.

In queste situazioni l'iter diagnostico corretto è il seguente:

1-Elettrocardiogramma a riposo

2-Ecocolor doppler cardiaco

3-Test ergometrico massimale

4-Esame Holter delle 24 ore

5-Analisi cliniche (tiroide, elettroliti, Ves, Tas, sideremia ecc.).

Tali accertamenti devono essere valutati ed esaminati da uno specialista in medicina dello sport.

Per quanto riguarda il "soffio", tale reperto cardiaco è spesso "congenito" e non ha alcuna importanza ai fini della salute in generale. Se tale reperto compare in un adulto, potrebbe avere un significato diverso e deve essere pertanto studiato dal punto di vista strumentale.

Va ricordato che il "soffio" non si vede né all'elettrocardiogramma né all'ecocardiogramma (all'ecodoppler si possono eventualmente evidenziarne le cause - alterazioni valvolari, falsi tendini cardiaci ecc. - o visualizzare il reflusso del sangue che causa il rumore di soffio stesso): avrai capito che il "soffio" si SENTE all'ascoltazione del cuore.

Allenandosi, le modificazioni a cui è soggetto il cuore con l'allenamento possono evidenziare maggiormente un rumore di soffio già presente.

In conclusione, se il soffio non è legato ad alcuna patologia, non può causare alcuna alterazione a carico del cuore se si continua l'attività sportiva.

Il mio consiglio, vista la tua età, è quello di sottoporti agli esami che ti ho elencato e, in base ai risultati, decidere con lo specialista come comportarsi.

 

DOMANDA 30 - SPORT E CICLO MESTRUALE

è rischioso fare sport durante il periodo mestruale?

RISPOSTA:

Il periodo mestruale fa parte della fisiologia femminile. Le uniche alterazioni che può dare sono legate all'aumento della ritenzione di liquidi che precede il ciclo stesso: sport in cui la precisione, ad esempio visiva, è importante, potrebbero essere penalizzati (aumento della pressione oculare con diminuzione dell'efficienza visiva). Alcune atlete hanno ottenuto i loro record o vittorie importanti in questo periodo del mese femminile.

E' ovvio che se con il ciclo mestruale coincide una sintomatologia dolorosa, sensazione di astenia, disturbi di altro genere, l'atleta può avere difficoltà a praticare lo sport, anche se spesso l'attività fisica fa diminuire questi fenomeni legati al ciclo stesso.

Non avere dunque alcun timore a praticare lo sport durante il ciclo mestruale, ricordando però che se il flusso è molto abbondante sarà necessaria una maggiore attenzione all'alimentazione per evitare ritardi nei recuperi e/o carenze (ad esempio di ferro).

 

DOMANDA 31 - SINDROME DI WOLF PARKINSON WHITE (WPW)

Sono una ragazza di 17 anni che fa parte di una squadra di calcio femminile; il medico dello sport non mi ha dato l'idoneità perché presento una sindrome di WPW. In 17 anni non ho mai avuto una tachicardia e il mio cardiologo ha detto che posso fare attività sportiva agonistica, ma con "cautela".

In che modo posso avere l'idoneità per l'attività sportiva agonistica?
RISPOSTA:

Per valutare la possibilità di fare attività sportiva (agonistica o no non cambia i termini della questione!) in chi presenta un WPW, è necessario far eseguire i seguenti esami strumentali:
1- Eco-colorDoppler cardiaco

2- Test ergometrico massimale

3- Holter

4- Studio elettrofisiologico con stimolazione transesofagea (questo è l'esame più importante perché permette di valutare la "irritabilità" del cuore e quindi il rischio di aritmie).
Solo sulla base dei risultati degli esami si può stabilire se la patologia è a rischio.
Si deve precisare comunque che l'attività sportiva agonistica o si può o non si può fare: cosa vuol dire farla con "cautela"? Forse che il nostro cuore ci avverte quando sta per accadere qualcosa?

 

DOMANDA 32 - LESIONI MUSCOLARI RIPETUTE

Sono un ragazzo di 29 anni che gioca al calcio da 20; da circa 2 anni accuso periodicamente traumi muscolari (distrazioni) ad entrambi i bicipiti femorali, più precisamente nella parte interna della gamba, confermati da esame ecografico. Questi traumi si presentano alla fine della seduta di allenamento (comprensiva di tanto stretching) e prima della consueta partitella: durante gli allunghi in progressione accuso un dolore descrivibile come una "scossa" o "fitta" nella zona interessata.

RISPOSTA:

La causa di traumi muscolari ripetuti a carico dei flessori del ginocchio può essere duplice:

1- debolezza del gruppo muscolare rispetto a quello degli estensori (quadricipite)

2- eccessiva "rigidità" del gruppo muscolare

Si deve pertanto intervenire sia migliorando il tono dei muscoli, sia rendendoli più elastici; è anche fondamentale dopo la guarigione clinica del trauma, riabilitare il muscolo restituendogli la capacità di effettuare quei movimenti ad alta velocità tipici dello sport che pratica (scatti, tiri ecc.); spesso è proprio la mancanza di questa fase del recupero che causa le recidive.

 

DOMANDA 33 - INFIAMMAZIONE DELLA "ZAMPA D'OCA"

Mi è stato diagnosticato un problema alla ZAMPA D'OCA. Come si deve procedere per la risoluzione di tale problema? Le Onde D'urto sono indicate?

RISPOSTA:

Le onde d'urto hanno delle indicazioni precise e sono valide soltanto in alcune patologie (e comunque vanno effettuate solo su indicazione medica). Per ulteriori notizie: www.sportmedicina.com/onde_urto_e_sport.htm

Le patologie infiammatori in genere hanno sempre alla base un "sovraccarico" delle strutture interessate. Il "sovraccarico" può dipendere da problemi strutturali (deficit della muscolatura agonista e/o antagonista, alterazioni della colonna e/o dell'appoggio del piede), da errori tecnici di esecuzione del gesto atletico, da attrezzi non idonei (scarpe, racchetta ecc.), da errori di allenamento (carichi, intensità e modalità di somministrazione non corretti).

Per prima cosa si deve pertanto definire la causa della patologia; dopo di che si deve, se possibile, eliminarla, intervenendo anche sulla patologia con terapie adeguate (mediche, FKT, riabilitative).

Tali terapie devono essere stabilite dallo specialista, dopo accurata visita medica ed eventuali esami strumentali.

 

DOMANDA 34 - TRIATHLON E ALIMENTAZIONE

Pratico uno sport molto impegnativo, il triathlon (formato da tre discipline, il nuoto, il ciclismo e la corsa). Lo pratico al momento della digestione e vorrei sapere qual'è una giusta alimentazione da fare prima di svolgere questa disciplina sportiva senza appesantirmi troppo.

RISPOSTA:

Lo sport da te praticato presenta allenamenti giornalieri oltre che lunghi e intensi, spesso anche frazionati tra la mattina, il pomeriggio e la sera. Per tale motivo risulta indispensabile adottare un regime dietetico giornaliero che tenga conto degli orari di allenamento (ti ricordo che la razione giornaliera dovrebbe essere composta da 3 pasti principali (colazione, pranzo e cena) e 2 spuntini (a metà mattina e a metà pomeriggio); questa situazione potrebbe spostare il valore nutritivo e calorico del pranzo alla prima colazione, oppure far aumentare le calorie degli spuntini di metà mattina e metà pomeriggio.

Ti ricordo che non è assolutamente corretto svolgere del lavoro fisico durante la fase digestiva; se proprio non puoi fare altrimenti considera che gli alimenti ricchi di carboidrati, come pasta, riso ecc., hanno tempi di svuotamento gastrico più brevi rispetto ai cibi ricchi di proteine o, peggio ancora, di grassi, e per questo motivo dovrebbero costituire la parte principale di un pasto che precede gli allenamenti.

 

DOMANDA 35 - SCHISI, LOMBALGIA E SPORT

Quali sono le attività preventive da attuare per un paziente affetto da schisi di S1 che va incontro a frequenti lombalgie?

RISPOSTA

Chi ha patologie e/o alterazioni della colonna vertebrale (artrosi, scoliosi, discopatie, schisi ecc.) in linea generale deve mantenerla "elastica", "mobile" e "tonica", effettuando attività di elasticizzazione e tonificazione dei muscoli stabilizzatori della colonna vertebrale (Postura). E' opportuno anche svolgere delle sedute di osteopatia per "riposizionare" tutte le piccole articolazioni intervertebrali, il bacino ecc. lavorando anche in modo specifico sui muscoli che orientano il bacino stesso nello spazio (ileo-psoas ecc.).

Per quanto riguarda lo sport, le attività meno traumatiche sono il nuoto e il ciclismo (in pianura e seduti sulla sella), ma vanno praticate comunque dopo aver rinforzato adeguatamente la colonna; in seguito si può anche provare a correre (cercando possibilmente terreni soffici e non asfalto, cemento ecc.) o giocare a tennis ...

è ovvio che il lavoro specifico non deve mai essere abbandonato (non mi dice la sua età, ma  tanto più essa è elevata, tanto più alto è il rischio di sovraccarichi sulla colonna, sia per la minor elasticità dei dischi intervertebrali sia per la presenza di fenomeni degenerativi) e che se con l'attività insorge dolore, si deve modificare il tipo di attività (cambiandola o modulando diversamente l'intensità della stessa).

 

DOMANDA 36 - L'ORA "GIUSTA" PER LO SPORT

In quale momento della giornata è meglio fare sport?

RISPOSTA:

Non esiste un momento della giornata più o meno adatto all'attività sportiva. L'ideale è evitare le ore più calde in cui è più elevato il tasso di umidità per non rischiare di perdere troppi liquidi e sali con il rischio di spiacevoli problemi per la salute. Inoltre si dovrebbe fare sport almeno a una distanza di 2-3 ore dai pasti ed evitare di essere a digiuno da troppe ore. Non è consigliabile, ad esempio, fare sport la mattina subito dopo il risveglio saltando la colazione perché non si avrebbero le energie sufficienti ad affrontare l'attività fisica, con conseguente scarso rendimento ed affaticamento precoce. Se, invece, si pratica lo sport subito dopo un pasto abbondante la maggior parte delle energie saranno impegnate nella digestione a scapito del lavoro dei muscoli, che non potranno essere pienamente efficienti.

Chi fa sport la sera, poi, dovrebbe cenare almeno dopo un'ora e non andare a dormire subito, ma attendere almeno due ore, in modo da evitare problemi all'apparato digerente e conseguente difficoltà di riposo notturno.

 

DOMANDA 37 - OMEOPATIA E MALATTIE INVERNALI NEL BAMBINO

Si possono prevenire, nei bambini al di sotto dei 6 anni, le malattie invernali (raffreddore, influenza, febbre ...) usando l'Omeopatia?

RISPOSTA:

è possibile intervenire con prodotti omeopatici nei bambini, per prevenire e curare i mali d'inverno.

1- Per la prevenzione: OSCILLOCOCCINUM 200K BOIRON dose unica (1/2 dose 1 volta la settimana, lontano dai pasti, da fare sciogliere lentamente in bocca). Terapia da continuare fino a maggio.

2- Per febbre/influenza: NISYKIND LOACKER compresse (1 compressa da succhiare ogni ora, lontano dai pasti).

3- Per la tosse: TUIKIND LOACKER compresse (1 compressa da succhiare ogni ora, lontano dai pasti).

Dott. Leonardo M. Leonardi (Omeopata)

 

 

F.A.Q. 1
F.A.Q. 2

 

 

 

 

ULTIMO AGGIORNAMENTO PAGINA 01 APRILE 2012

 

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